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   NEWS del 09/02/2007
 
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Apertura di un passo carrabile e necessità del permesso di costruire
.A.R. Campania Napoli, Sezione II, 2 febbraio 2006, n. 1370 FATTO Si assume in atto introduttivo di giudizio che il ricorrente il 18/04/1996 notificava all’amministrazione comunale richiesta volta ad ottenere l’autoriz¬zazione per l’apertura di un varco carrabile, al fine di poter accedere ad un fondo intercluso di sua proprietà. Successivamente l’Ente Nazionale per le Strade, giusta nota del 29 a-prile 1996, n. 37206, autorizzava ex a. 26, comma terzo, del dlgs 285/1992, la realizzazione delle opere di cui sopra, inducendo inequivocabilmente il ricorrente all’esecuzione dei predetti lavori. Tuttavia, con ordinanza del 21/11/1996, n. 99, il sindaco p.t. contestava la realizzazione dell’opera disponendo il ripristino dello stato dei luoghi. Il ricorrente in considerazione della determinazione sindacale, il 12 febbraio 1997 presentava richiesta di sanatoria ai sensi dell’a. 13 L. 47/1985. essendo infruttuosamente decorsi i sessanta giorni dalla presenta-zione dell’istanza di sanatoria, così come prescritto dal citato articolo, sulla predetta domanda si è formato il silenzio-rifiuto qui impugnato. Con il ricorso in trattazione l’interessato ha dedotto i seguiteti motivi così epigrafati: I) Violazione e falsa applicazione dell’a. 13 della legge 28 febbraio 1985, n. 47 e della legge 7 agosto 1990, n. 241. Eccesso di potere. Carente motivazione. Violazione del giusto procedimento. II) I medesimi vizi sotto altro profilo. III) Violazione e falsa applicazione della L. 29/06/1939, n. 1497. Eccesso di potere. Inesistenza dei presupposti in fatto e diritto. Si costituiva il Comune di Meta che, con memoria depositata il I di-cembre 2005 con il consenso di parte ricorrente, chiedeva il rigetto del ri-corso. All’udienza del I dicembre 2005 il ricorso è stato posto in decisione. DIRITTO I primi due motivi di ricorso sono infondati. La sezione, ancora di recente, ha avuto modo di affermare che: “Il si-lenzio dell’amministrazione sulla richiesta di concessione o autorizzazione in sanatoria (ora sulla richiesta di permesso di costruire in sanatoria) ha un valore legale tipico di rigetto, vale a dire costituisce un’ipotesi di silenzio significativo al quale vengono collegati gli effetti di un provvedimento e-splicito di diniego, sicché l’impugnazione del silenzio non può comportare la mera declaratoria dell’obbligo di provvedere, dovendosi spingere il sinda-cato giurisdizionale alla verifica della legittimità del provvedimento negati-vo tacito in relazione ai motivi d’impugnativa dedotti. E’, dunque, sufficiente osservare, in senso ostativo alla pretesa attorea, che il provvedimento in esame, in quanto tacito, è ontologicamente privo di motivazione, sicché il diniego è impugnabile non per difetto di motivazione ma per il suo contenuto di rigetto (TAR Campania, II Sezione, n. 10128 del 13.07.2004; VI Sezione n. 10990 del 2.8.2004; n. 11896 del 9.9.2004; C.S., V, 11 febbraio 2003 n. 706; T.A.R. Campania, I, 30 giugno 2003 n. 7953). L'obbligo di “adeguata motivazione” non può che riguardare, nella chiara formulazione della norma, l'ipotesi in cui l'Amministrazione ritenga di accogliere la richiesta di accertamento di conformità. In altri termini, le censure proposte avverso il silenzio diniego, per tro-vare accoglimento, devono attenere alla fondatezza della pretesa, vale a dire devono essere idonee a dimostrare la sussistenza dei presupposti a base dell’invocata sanatoria. La censura di difetto di motivazione, invece, non può assumere rilievo in quanto ogni silenzio significativo è naturalmente carente di motivazione, sicché ritenere illegittimo per difetto di motivazione un diniego tacito signi-ficherebbe sostanzialmente ritenere che il legislatore abbia previsto la for-mazione di atti inevitabilmente illegittimi, conclusione questa alla quale non è possibile aderire. (TAR Campania, II Sezione, n. 10128 del 13.07.2004).” Parimenti infondato è il terzo motivo di ricorso. Così come dedotto dall’amministrazione resistente “l’apertura di un passo carrabile per l’accesso ad una proprietà realizzato mediante rimozione dei cordoli del marciapiede e sistemazione del varco, abbisogna della con-cessione di costruzione” e pertanto non può essere considerata, così come sostenuto da parte ricorrente, opera di manutenzione straordinaria. (C.S. V, 14 marzo 1980, n. 275). In conclusione il ricorso va respinto con compensazione delle spese, delle competenze e degli onorari di giudizio per giusti motivi. P.Q.M. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania, Sezione Se-conda, rigetta il ricorso meglio specificato in epigrafe. Compensati spese, competenze ed onorari di giudizio. Ordina che la sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.
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